Allenatori, rinnovi e presentazioni, adesso la griglia è completa

Serie A e allenatori, continuità e spostamenti interni: non c'è il guru in arrivo dall'estero

di Marco Rizzo

Con Di Francesco alla Roma e Bucchi suo sostituto al Sassuolo, si è chiusa la griglia degli allenatori di A. Meno cambi di quelli che si potevano pensare qualche settimana fa. I presidenti scelgono la continuità. Nonostante questo, non mancano i motivi di interessi legati ai loro profili e alle annate che li aspetta. Tra le piccole, occhi puntati su Nicola, grande protagonista del finale della scorsa stagione. Se saprà confermare quanto fatto vedere con la grande salvezza del Crotone, per lui potranno davvero aprirsi le porte per l’approdo in lidi ben più importanti della squadra calabrese. Curiosità per vedere Marco Baroni e Leonardo Semplici. Benevento e Spal, hanno dato grande spettacolo in Serie B. Ne parlano tutti un gran bene, già da quando allenavano le giovanili di Juventus e Fiorentina. L’altro “nuovo” della A, è Bucchi. L’eredità lasciata da Di Francesco a Sassuolo è di quelle pesantissime. L’ex attaccante è chiamato ad un super lavoro, con una rosa che, crediamo, varierà molto rispetto a quella a disposizione del neo allenatore giallorosso. Ultimo ma non ultimo, Pecchia, chiamato a rialzare il Verona, tornato in A dopo una buona (ma non buonissima…) stagione in B.

Occhio a Donadoni a Bologna e Maran al Chievo. La sensazione è che i due allenatori non abbiano molto da dare ancora alle loro squadre. Dovranno essere bravi a ritrovare stimoli personali e saperli passare ai propri giocatori, sperando che le proprie società rinnovino due rose un po’ troppo datate, che hanno iniziato a mostrare qualche scricchiolio nella scorsa stagione, benchè abbiano ottenuto un’agevole salvezza. Nella parte alta, quasi tutte conferme. Allegri e Sarri lotteranno per lo scudetto, è una certezza. Ma l’allenatore della Juventus, al suo quarto anno, dovrà saper ripartire bene dopo la clamorosa batosta di Cardiff, dopo il quale, lo stesso, ha dichiarato di aver pensato di dimettersi. Spalletti e Di Francesco, le “novità”, dovranno qualificare le proprie squadre obbligatoriamente in Champions League. Stesso incarico assegnato a Montella dalla nuova società. L’allenatore rossonero, confermato in pompa magna, dovrà dimostrare di fare il salto di qualità definitivo per essere considerato un grande allenatore. Avrà in mano una squadra ambiziosa e forte. Doppio cammino per lui: obiettivo Champions in campionato e tentativo di vincere l’Europa League, dopo che con la Fiorentina si era fermato in semifinale.